• Martedì 25 Ottobre 2011 alle 10:59
Ue, impianti petroliferi offshore: le aziende responsabili

Dopo il disastro avvenuto l’anno scorso nel Golfo del Messico e la tragedia che in questi giorni si sta consumando in Australia a causa di una petroliera arenata sulla barriera coraalina, sono in arrivo dall’Ue novità per quanto riguarda le norme per la sicurezza degli impianti petroliferi offshore. Giovedì prossimo la Commissione europea presenterà un nuovo regolamento, che sarà applicato anche alle società proprietarie delle piattaforme petrolifere in mare, che saranno ritenute responsabili di eventuali incidenti.

 

Grazie alle nuove norme comunitarie le aziende che operano nell'Ue saranno responsabili dei danni provocati dai loro impianti petroliferi offshore entro un limite di 370 km dalla costa e non più solo entro le 12 miglia, come prevede la legge attuale. In questo modo verranno coperti tutti i pozzi offshore esistenti, inclusi i 123 che risultano operativi in Italia e se si dovesse verificare un incidente, saranno le aziende a pagare i danni e la bonifica ambientale.
 

In questo modo se una società petrolifera offshore dovesse causare un danno ambientale sarebbe obbligata a pagare i danni e la bonifica all’ambiente perchè il limite di 370 miglia copre tutti i pozzi offshore esistenti. Quindi, non più 12 miglia dalla costa come afferma la legislazione attuale, ma molto di più. Un'autorità nazionale indipendente avrà il compito di verificare che le imprese siano in possesso dei fondi necessari in caso di bisogno, mentre un'altra autorità nazionale distinta sarà incaricata di valutare le condizioni di sicurezza, caso per caso.

Video: Le resposabilit?á del disatro nel Golfo del Messico

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